Che valore ha il tempo che viviamo? Quale significato diamo ai giorni che ci sono stati assegnati? Sono le questioni sollevate dal nuovo romanzo di Sebastiano Nata, evocati in modo suggestivo sin dal titolo Il valore dei giorni.
Per Marco, 43 anni, la risposta è netta: obiettivo unico è la carriera. Manager in una potente multinazionale, trascorre le giornate fra riunioni e tavole rotonde, tutte volte ad accrescere il profitto dell’azienda e la propria posizione. Chi si ferma è perduto. Questo “stile di vita” trova una descrizione esemplare nel racconto di una normale giornata di lavoro del protagonista, che coincide con il suo compleanno: nessuno, eccetto la madre, gli fa gli auguri; nemmeno la moglie Isabella, con la quale condivide sempre meno tempo e intimità; nemmeno lui stesso se ne ricorda, preso com’è da un appuntamento a Waterloo (luogo assai simbolico) con il grande capo che, in un crescendo di tensione, lo pone di fronte a un bivio: un ruolo ancora più importante, al quale però dovrà consacrare anima e corpo; oppure uno più defilato.
Guerra e amore. Un binomio sempre suggestivo in letteratura. Ed eccone un altro caso: L'amore e gli stracci del tempo, di Anilda Ibrahimi. La guerra è quella che ha sconvolto i Balcani negli anni '90 del secolo scorso, l'amore è quello di Zlatan e Ajkuna, serbo lui, kossovara lei. Figli di due amici e colleghi, i due ragazzi crescono insieme, si innamorano e si promettono fedeltà perenne. Ma hanno fatto i conti senza l'oste. E l'oste è il cieco nazionalismo malato di chi vuole imporre il proprio dominio senza rispettare le minoranze, e anzi con il cieco sogno di spazzarle.
Giungono i militari e portano via Zlatan, costretto a combattere una guerra in cui non crede. Vengono i miliziani serbi e strappano Ajkuna, appena diciottenne, alla sua famiglia. Così le loro strade si separano. Le vie del destino portano Zlatan in Italia, dove grazie alla sua determinazione e agli aiuti per i rifugiati politici riesce a ricostruire una nuova vita; Ajkuna invece si ritrova in Svizzera grazie alle cure di Jacqueline, una infermiera che la trova moribonda in un ospedale di guerra e la porta con sè.
Barbara Baraldi (http://www.barbarabaraldi.it) abbandona le tinte più dark che le sono proprie (è da molti considerata l’autrice più significativa del nuovo racconto gotico italiano) per cimentarsi in un urban fantasy d’ambientazione scolastica.
C’è anche qui del mistero, ma prevale il tono della narrazione interiore, riflessiva, che fa sì che questo romanzo possa venire accostato ai romanzi per teenagers di Nicholas Sparks (spero che Barbara mi passi questi paragoni) o alle atmosfere sentimentali di Più innamorati di così della C. Von Bredow.
È il più bel romanzo di fantascienza che abbia letto in questo periodo, tanto che se ne devono essere accorti anche i giurati del Premio Strega che, prima volta per un libro per ragazzi, l’hanno candidato al più prestigioso premio letterario italiano.
Beatrice Masini è una delle scrittrici per ragazzi più rappresentative al giorno d’oggi. Editor, giornalista, traduttrice (è lei che ha tradotto dall’inglese i cinque ultimi libri di Harry Potter), mamma di due figli, vive e lavora a Milano. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni di fiabe e romanzi per ragazzi. Ha vinto prestigiosi riconoscimenti: il Premio Pippi, Elsa Morante per ragazzi e il Premio Andersen-Mondo dell’infanzia come miglior scrittore.
Pur non essendo uno dei migliori libri della Vargas Scorre la Senna è una buona introduzione al suo stile. Se uno ha voglia di conoscere il commissario Adamsberg, il suo stile investigativo anticonvenzionale e la sua squadra prima di affrontare i più classici Un luogo incerto o Sotto i venti di Nettuno (che giudico uno dei più riusciti dell'autrice), allora i tre racconti contenuti in questo agile volumetto possono risultare very interesting.
Nel primo, Salute e libertà, Adamsberg si trova ad avere a che fare con uno strano tipo di nome Vasco che staziona nella panchina di fronte al commissariato e colleziona oggetti di nessun valore. Dalla sua postazione sembra prendersi gioco della polizia. E a proposito di sfottò il commissario da un po' di tempo ha cominciato a ricevere delle lettere anonime che gli danno del cretino. E gli preannunciano un omicidio imminente...
Arriva l'estate. Andremo al mare. E ancora una volta succederà il piccolo miracolo che avviene sempre quando ci si espone ai raggi del sole più diretti e caldi: la melanina, che per i mesi invernali è stata nascosta chissà dove nelle profondità della nostra pelle, farà capolino da tutti i pori, prima timidamente, poi con più coraggio. Saremo bronzei ancora.
Mutatis mutandis è un po' quello che succede quando guardiamo la tv: ci esponiamo, ci coloriamo, inconsapevolmente. Fiction, talk-show, reality, documentari ci modellano la mente. Idee, valori, modi di pensare e di interpretare la realtà ci entrano dentro senza che ce ne accorgiamo. E noi spesso ci esponiamo a tutto ciò lasciando il cervello sul comodino. Crediamo di essere dei re col nostro scettro a forma di telecomando e invece a volte siamo sudditi. Ci perdiamo nel labirinto catodico, ci manca una mappa per orientarci.
Nella Comunità di Jonas è tutto (quasi) perfetto. C’è serenità e pace, tutti rispettano le Regole, ognuno svolge con gioia il suo lavoro, le malattie sono rare e curate prontamente e con competenza, gli anziani sono ben assistiti, le persone si trattano con rispetto reciproco, chi sbaglia chiede scusa, il dolore non esiste, non si ha paura della morte. Ma il quasi è d’obbligo. Il lettore prova un senso di oppressione e di falsità. Ma perché poi? E’ come se mancasse qualcosa…
Eppure le famiglie sono felici: le coppie vengono create a tavolino studiando le affinità tra Mamme e Papà, i figli vengono assegnati dal Consiglio degli Anziani, un maschio e una femmina per ogni nucleo familiare. C’è dialogo tra genitori e figli e tutto è condiviso.
Se avrete voglia di leggere Skellig di David Almond quando chiuderete il libro non potrete liberarvi della domanda insistente: chi –o, meglio che cosa- è Skellig?
Questa in breve la vicenda: la famiglia di Michael si è da poco trasferita in una casa nuova. Mentre il papà è impegnatissimo nel rimetterla a posto (l’ultimo proprietario non l’aveva trattata troppo bene) la mamma si occupa della figlia appena nata, che entra ed esce dall’ospedale per controlli al cuore. E così Michael, preoccupato per la sorellina e lontano dai compagni di giochi, è un po’ solo. Esplorando il garage trova uno strano essere denutrito e affetto da artrite che gli chiede da mangiare. La bambina sta sempre peggio, mentre lo strano essere sembra pian piano riprendersi. Intanto Michael conosce Mina, una vicina di casa che passa le giornate studiando il comportamento degli uccelli e recitando le poesie del visionario William Blake imparate dalla mamma…
«L’uomo aveva assistito a duelli di camosci di altri branchi. Ammirava la loro lealtà, mai due contro uno. Lui portava nel fianco il taglio di un coltello traditore…Gli uomini hanno inventato i minuziosi codici ma appena c’è occasione si azzannano senza legge».
Il romanzo parla della storia di un camoscio che dopo aver perso la madre e la sorella, impara l’arte della sopravvivenza senza l’appoggio di un branco. Affronta tutti senza paura, timore e diventa il “re dei camosci“. Nel libro si sovrappongono e si scontrano due esistenze entrambe forti ed inesorabilmente giunte alla fine della loro esistenza, quella di un camoscio e di un cacciatore. Un duello che conoscerà fine nel mese di novembre.
Il tema dominante del volume è la lotta per la vita e la propria identità che accomunano sia il vecchio cacciatore che il "re dei camosci", il più maestoso e fiero abitante della montagna. La scorza dura, l'ostinazione e il coraggio, che contraddistinguono i due rivali, sono nati proprio attraverso un continuo confronto con gli elementi ostili della natura e con i propri rivali. Così, anche se nemici, il cacciatore e il "re dei camosci" si sono in realtà modellati l'uno nell'altro, attraverso la perenne sfida che li accompagna.
E’ l’autobiografia di un ragazzo tetraplegico, Christopher Nolan. A causa di una complicazione durante il parto è nato con una paralisi cerebrale che lo costringe sin dall’inizio in una sedia a rotelle, senza poter muovere neppure un muscolo, tranne la testa e gli occhi. Ma il cervello e il cuore gli funzionano a meraviglia, e la mamma crede moltissimo in lui e così, standogli con il suo affetto e una forza d’animo capace di smuovere le montagne gli insegna a scrivere (con l’aiuto di un particolare computer e di una specie di corno attaccato alla testa). Il racconto è in terza persona: ripercorre le tappe della sua istruzione, la scuola per tetraplegici nell’infanzia, gli anni belli alla Mount Temple Comprehensive School di Dublino, l’esame di ammissione al Trinity College. A 15 anni Christopher pubblica una raccolta di poesie e brani di prosa dallo stile originale e dal lessico ricercato che viene subito apprezzata dalla critica e paragonata alla grande poesia irlandese (soprattutto Joyce). A 21 anni pubblica Sotto l’occhio dell’orologio che gli frutta il Whitbread Book Award.
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