Martedì 07 Settembre 2010
Scritto da Jessica Calosci Martedì 07 Settembre 2010 00:00
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Avete mai sognato di diventare attori, scienziati o scrittori?!?

Quante volte vi sarà capitato di sognare ad occhi aperti il momento della vostra vita in cui venite premiati per i vostri sforzi, magari con la fama? Sarebbe meraviglioso se non fosse che nella realtà spesso le cose vanno in modo differente...

Nonostante gli sforzi che fa ognuno ogni giorno per vedere il proprio sogno realizzato (che sia diventare astronomi o raggiungere la sufficienza nella materia odiata), non riusciamo a capire perchè a volte vengono premiate persone che magari non hanno fatto neanche il minimo sacrificio; e la conseguenza è che, increduli e sbigottiti, ci si ritrova a prendere del bicarbonato perchè ci è venuto il mal di stomaco per la rabbia.

Leggi tutto: Quando il successo non è meritato

Scritto da Jessica Calosci Martedì 10 Agosto 2010 00:00
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Nella stazione c'è chi parte e c'è chi ritorna dalle ferie, chi aspetta il prossimo treno e chi corre al lavoro: è una giornata qualunque dove il sole mattutino comincia a far alzare le temperature ma non sarà solo il calore a rendere questa giornata calda.

Prima un botto, poi le fiamme che divampano nella stazione, le travi cadono e le persone, incredule, spaventate dentro e fuori i treni, cercano di fuggire invano da quella trappola infernale, urlano, si divincolano dalle pesanti macerie, la polvere prende il sopravvento e poi più nulla.

La gente al di fuori dalla stazione, sentendo il boato, accorre precipitosamente verso l'edifico: chi chiama i soccorsi, chi rimane pietrificato dall'orribile scenario, i più coraggiosi accorrono tra le macerie cercando di salvare qualcuno e la piazza diventa un via vai di ambulanze e taxi che portano chi è ancora in vita negli ospedali, riaperti immediatamente da quello che sarà considerata dai giornali e dalla memoria collettiva “uno degli attentati più gravi del Dopoguerra”.

Leggi tutto: Strage di Bologna: tra veleni e ricerca della verità

Scritto da Jessica Calongi Giovedì 22 Luglio 2010 00:00
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19 luglio 1992 e 23 maggio 1992: queste due date ricordano il dolore che unì l'Italia intera, quella onesta, che crede nei valori eterni della giustizia, della verità, della dignità di ogni essere vivente, ovvero le stragi che coinvolsero rispettivamente i magistrati Paolo Borsellino, insieme alla sua scorta, e Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo.

I due giudici, sin da quando entrarono nella Magistratura si erano sempre impegnati a far fronte alla criminalità organizzata e ai segreti e misfatti che nascondeva il potere, complice delle malefatte della stessa: nonostante i periodi difficili, segnati dai continui attentati, dall'omertà e dai pericoli che correvano le proprie famiglie e loro stessi, Falcone e Borsellino continuarono imperteriti la loro lotta mandando avanti, attraverso innovazioni (maxiprocessi, intercettazioni per esempio), il corso della giustizia e della verità riuscendo quasi ad annientare l'intero sistema malavitoso.

Leggi tutto: A Giovanni Falcone & Paolo Borsellino

Scritto da Cogitoetvolo Mercoledì 30 Giugno 2010 00:00
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Oprah Winfrey, la regina della televisione americana, da tempo si sta preparando al grande esodo sul nuovo network a sua immagine e somiglianza. La fine del suo talk rappresenta, per gli americani e non solo, la fine di un’era. Lei, però, ha già messo da parte le nostalgie si sta dedicando alla ricerca dei compagni di viaggio adatti alla sua nuova avventura. E il modo migliore per scovare nuovi talenti in grado di macinare dollari e share è  cercarli nel Web, lo sanno tutti.

Sul sito della Winfrey si possono dunque caricare un video di presentazione attraverso cui far brillare talento e idee. Quella che sembra un’usuale operazione di marketing dei sogni, che fa leva sulle aspirazioni degli americani più egocentrici ed esibizionisti, ha avuto un risvolto inaspettato. Zach Anner, un ragazzo di 25 anni ha caricato il suo video, illustrando la sua proposta per un personalissimo show. Zach sorridente, seduto sulla sua fedele sedia a rotelle, si è presentato così: “Ciao America, mi chiamo Zach, sono di Austin, Texas, penso che ci siamo incontrati una volta alla festa di Janine, abbiamo subito legato, ma credo sia meglio se ci conosciamo un po’ di più. Ho sentito che Oprah stava offrendo uno show a qualcuno che davvero lo desiderasse e che avesse qualcosa da dire. Io ho tanto da dire, ma non so bene in quale categoria potrei inserirmi perché ho una cosa chiamata paralisi cerebrale, che io ritengo sia la più sexy di tutte le paralisi, ma questo in qualche modo limita le mie possibilità”.

Leggi tutto: Un ragazzo disabile conquista l'America

Scritto da Fabrizio Margiotta Martedì 22 Giugno 2010 00:00
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E’ l’alba del 3 dicembre 1984. La città di Bhopal, in India, si risveglia in uno scenario apocalittico degno dei peggiori incubi post-atomici che assillano l’uomo moderno. Un po’ di acqua è penetrata in uno dei contenitori di isocianato di metile della Union Carbide, multinazionale americana che proprio a Bhopal gestisce una importante fabbrica di pesticidi. La reazione chimica che ne segue scatena l’inferno: quaranta tonnellate di questa temibile sostanza tossica fuoriescono dagli impianti dello stabilimento e uccidono, nei tre giorni successivi, circa 10.000 persone. Si calcola che nel corso di questi venticinque anni abbiano perso la vita 20.000 persone e che oltre 500.000 abitanti di Bhopal abbiano subito patologie devastanti a reni, fegato, genitali, occhi e polmoni (et cetera) per via dell’inquinamento atmosferico e delle falde acquifere. Inoltre, secondo le ultime analisi, i danni non sembrano essere stati attutiti dal tempo e a Bhopal la gente continua a morire con una facilità impressionante.

Benissimo, perché parlarne? Perché distrarci dall’abbrutimento pre-estivo? Perché alzare la testa dal nostro amatissimo libro di letteratura latina che stiamo spulciando in vista degli esami? Il motivo è semplice. Molto di recente è arrivata la sentenza definitiva per questa terribile tragedia, pronunciata da un tribunale indiano. Diecimila ergastoli, penserete voi. No, le cose nel mondo vanno in modo decisamente diverso.

Leggi tutto: Bhopal, solo negligenza...

Scritto da Cogitoetvolo Sabato 19 Giugno 2010 00:00
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Dopo il libro denuncia di Roberto Saviano Gomorra e a seguito delle continue cronache cumuli di immondizia sulle strade dalla Campania alla Sicilia, sembra che quello dei rifiuti sia divenuto un problema dell’ultima ora, improvviso, frutto inatteso e imprevisto del consumismo dell’ultimo decennio. Rischio serio. Basta considerare che la prima legge che regolamentò la raccolta dei rifiuti per gestirne le conseguenze ambientali e sociali è del 1941 o è sufficiente prendere in mano un testo del 1972, Le città invisibili di Italo Calvino: in esso l’autore fantastica di una città, Leonia, che quotidianamente si libera di ciò che aveva per utilizzare oggetti sempre nuovi “tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere, l’allontanare da sé, il mondarsi d’una ricorrente impurità”. E allora “l’imponenza del gettito aumenta e le cataste s’innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto”. Finché l’immondizia non diviene “una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne”.

Il risultato sono immense montagnole di spazzatura da comprimere e compattare per non restarne sovrastati. È un’assurda lotta fratricida con le città limitrofe che dall’altro versante spingono per tenere lontani da sé gli scarti del proprio benessere.

Leggi tutto: Rifiuti di valore

Scritto da Fabrizio Margiotta Giovedì 10 Giugno 2010 00:00
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Una “nave dell’amore”, come sarcasticamente l’ha definita il premier israeliano Benjamin Netanyahu, o un pericoloso covo di terroristi diretti a Gaza con bombe e fucili? Di questi tempi, come vedete, la temibile psicosi del “terrorista nascosto ovunque” sta continuando a mietere le sue vittime.

Il bilancio questa volta fa davvero rabbrividire: una nave salpa dalla Turchia con un carico di aiuti per Gaza e viene abbordata da un commando israeliano che lascia dietro di sé nove civili uccisi (a bruciapelo, chiarisce l’autopsia sui cadaveri) e molti prigionieri, per fortuna rilasciati dopo qualche giorno. Come reagisce l’opinione pubblica di fronte ad un simile atto di prepotenza?

Proviamo a tracciare brevemente un quadro della situazione.
Israele ribadisce che i civili in viaggio verso Gaza erano terroristi amici di Ha-Mas. La dichiarazione rilasciata da Netanyahu sarebbe confermata dal fatto che i soldati sono stati aggrediti sulla nave da una folla inferocita che ha reagito all’attacco con spranghe e bastoni. Qualcosa stona. Si tratta di terroristi, giusto? Con bastoni e spranghe? Senza kalashnikov?

Leggi tutto: Attentato alla pace

Scritto da Cogitoetvolo Mercoledì 12 Maggio 2010 00:00
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Medici Senza Frontiere (MSF) pubblica il nuovo rapporto annuale  “Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2009” che per la prima volta ha la forma di un libro (Marsilio Editori). La pubblicazione include il sesto rapporto con la “Top Ten” sulle crisi umanitarie più gravi e ignorate dai media nel 2009, l’analisi realizzata dall'Osservatorio di Pavia sullo spazio dedicato alle crisi dai TG e alcuni contributi di giornalisti e rappresentanti del mondo accademico/scientifico. MSF lancia anche la campagna di sensibilizzazione sulle “Crisi dimenticate” con l’obiettivo di dare vita, per la prima volta, ad alcune mobilitazioni per coinvolgere l’opinione pubblica. La campagna viene veicolata dal nuovo sito www.crisidimenticate.it dove sono disponibili i materiali per dare vita alle azioni di mobilitazione. La campagna è stata realizzata in collaborazione con l'Istituto Europeo di Design di Milano.

MSF stila annualmente la “Top Ten”, identificando le crisi umanitarie più gravi, alcune delle quali del tutto ignorate dai media. La “Top Ten” del 2009 comprende: le malattie tropicali dimenticate; la guerra nella Repubblica Democratica del Congo (RDC); il conflitto nello Sri Lanka e in Yemen; gli scarsi finanziamenti per la lotta all’AIDS; le condizioni drammatiche per le popolazioni del Sudan; i fondi inadeguati per la malnutrizione; i civili intrappolati nella morsa della violenza in Pakistan, come in Somalia e Afghanistan, dove l’accesso alle cure per i civili è estremamente difficoltoso.

Leggi tutto: L'Aids c'è solo se il Papa va in Africa. Guerre e crisi dimenticate

Scritto da Cogitoetvolo Mercoledì 05 Maggio 2010 00:00
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Ore 7.30, mezz’ora più, mezz’ora meno. Una qualsiasi mattina in una qualsiasi redazione di un quotidiano. Giro di telefonate alle sale operative di forze dell’ordine, vigili del fuoco e nei pronto soccorso degli ospedali cittadini per sapere di incidenti, attentati dinamitardi, rapine e furti o, peggio, di fatti di sangue.
Giornalista: «Buongiorno. Ci sono novità? Qualche notizia per noi?». Così inizia la caccia all’accadimento di cronaca nera da trasformare in articolo. Se dall’altra parte del telefono dicono che è tutto tranquillo la risposta da parte del giornalista sarà «Meglio così!». Se è avvenuto qualcosa di particolarmente grave – dopo aver abbassato la cornetta - esclamerà «Abbiamo l’apertura!», l’articolo da mettere in prima pagina.

“Bad news are good news” - le cattive notizie sono buone notizie - è un motto abbastanza diffuso nel decalogo del buon cronista. Può sembrare cinico ciò che accade in una redazione. Ma il mondo della stampa o radiotelevisivo seleziona e “produce” gli articoli che attireranno maggiormente i potenziali lettori spingendoli a recarsi in edicola o a sintonizzarsi su un tele- (o radio-) giornale, restando in ascolto più a lungo possibile. Dal numero di copie vendute e dall’audience registrata le testate sanno che le persone sono più attirate dagli eventi di cronaca che da altre vicende.
E la bravura di un giornalista a volte si misura, oltre che sulla veridicità di quanto afferma e sulla capacità di narrare i fatti, anche sui dettagli che riesce a fornire, su quanto è particolareggiato il suo pezzo al limite della morbosità e del superfluo.

Leggi tutto: Bad news are good news

Scritto da Fabrizio Margiotta Martedì 04 Maggio 2010 00:00
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Parlare bene di Emergency non è fare politica.. Promuovere una cultura di pace, solidarietà, rispetto dei diritti umani non è di certo un obiettivo ideologico e politicizzato. Curare le persone non è, e non sarà mai, un’attività losca e ambigua. Curare le persone in guerra non è favorire l’una o l’altra fazione, è semplicemente fare quello che qualsiasi essere umano razionale dovrebbe fare: prendersi cura del prossimo. E il prossimo non ha colore, è solo un essere umano senza divisa. E’ giusto specificarlo subito, senza cadere in assurdi malintesi e fraintendimenti.

Un po’ tutti conosciamo la storia di Emergency, Organizzazione Non Governativa, quindi indipendente e non politicizzata, nata nel 1994 per volontà di Gino Strada, chirurgo, e di sua moglie Teresa Sarti, tragicamente scomparsa nel settembre del 2009. Un’organizzazione avente sede a Milano e Roma, ma operante (stabilmente) in Afghanistan, Iraq, Sierra Leone, Repubblica Centrafricana, Sudan e Cambogia  (a Palermo, inoltre, Emergency gestisce un poliambulatorio dal 2006, che fornisce assistenza gratuita ai migranti). Un’organizzazione fondata da italiani, ma che appartiene all’umanità intera, specie a quell’umanità dilaniata dalle guerre e dalla fame. I dati degli interventi di Emergency sono significativi e mi limito a riportarli in questo articolo...

Leggi tutto: Emergency, un sorriso per chi non ha più nulla

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