Caterina ha compiuto 25 anni il 9 giugno. E' avvenuto in un letto d’ospedale, potendo pronunciare qualche sillaba, e versando lacrime di gioia e dolore nel sentire la sua voce, quando cantava, per gli incontri di CL degli universitari, per qualche occasione speciale. Ridendo delle battute di qualche libro, o di chi le fa compagnia da mesi al Careggi di Firenze.
Il 12 settembre 2009 il suo cuore si ferma, inspiegabilmente. Aritmia fatale. Rimane fermo per un’ora e mezza, eppure, contro ogni speranza umana, contro ogni evidenza scientifica, il suo cuore riprende a battere, e lei è viva. Viva!
Ma come? Con quali conseguenze? La sua vita è distrutta, forse? No, perché subito attorno a lei si forma un cerchio di amore, assistenza, compagnia, preghiera fiduciosa nella Madonna. Nessuno l’ha mollata. Non i genitori, non i fratelli minori, non gli amici, non il ragazzo che tanto aveva imparato dai suoi silenzi, come scrive nella dedica di un libro regalatole - e chissà quanto stia imparando ora dai silenzi di Caterina, che ancora non può parlare...
Maestro di trame intricate e lunghi flashback, Paolo Maurensig tesse le sue storie sempre con grande cura e stile elegante.
Ma dopo i brillanti La variante di Luneburg e Canone inverso negli ultimi romanzi sta cadendo un po’ nel manierismo. Si legge sempre con interesse, ma manca forse l’ispirazione genuina che i lettori gli hanno riconosciuto nelle prime opere. Forse proprio come al protagonista de Gli amanti fiamminghi, uno scrittore famoso ma da tempo bloccato.
In questo libro, pubblicato per la prima volta nel 2008, recentemente ristampato per gli Oscar Mondadori, atmosfere e personaggi sono in puro stile Maurensig, misteriosi e suggestivi. Al centro del racconto ci sono due coppie di amici: il protagonista, un romanziere inaridito che non ha il coraggio di scrivere una storia d’amore- non se ne sente capace- con la moglie Manola, di origini argentine, pittrice molto creativa e dal carattere solare; e con loro Jacopo, amico di infanzia del protagonista, ex collezionista d’arte caduto in disgrazia e rinato grazie a un secondo matrimonio con una ricca donna, Emma, sensibile e forte. I quattro decidono di partire per una vacanza in Provenza. In una tappa del viaggio si fermano in una strana locanda e qualcosa si incrina nei loro rapporti. Inizia qui un ‘romanzo nel romanzo’, Gli amanti fiamminghi per l’appunto, scritto in corsivo, che spiega (forse) tante cose…
Cari amici oggi presentiamo un curioso esperimento uscito recentemente in libreria: Volevo essere Moccia di Alberto Bracci Testasecca, simpatico personaggio, traduttore (soprattutto di Anna Politkovskaja, John Pilger e Eric-Emmanuel Schmitt) e scrittore. Lui non vuole veramente essere Moccia, in realtà. E' uno dei personaggi del suo romanzo, scrittore impegnato ma di scarso successo, che si confronta con questo inquietante modello e si domanda se sia o meno un modello... E anche gli altri personaggi del libro, in realtà, si trovano ad avere a che fare con l'idolo dei mocciosi: una donna, ex tossicomane, si risveglia da un coma dopo 12 anni catapultata in un mondo di reality, euro... e libri di Moccia; un'altra donna cerca il marito perfetto che la possa amare con sospiri e passione come nei libri di Moccia; un ragazzo è tossico anche lui ma di videogiochi, e vive in un mondo virtuale, ecc. Insomma, un'ossessione...
La guida turistica non è esattamente un genere letterario. Anzi molte guide si avvicinano più a un libro di storia, a un manuale di istruzioni o a un elenco telefonico. In ogni caso a qualcosa da vecchi.
Per questo il Touring Club Italiano, punto di riferimento da sempre per l’italiano che viaggia, s’è inventato qualcosa esplicitamente per giovani: le Guide Teens, un esperimento interessante che coniuga informazione e cultura. Ho avuto modo di sfogliarne alcune: se stai per partire trovi lì tutto ciò che è necessario sapere, sennò... ti vien voglia di partire subito!
In 130 pagine c’è tutto: un misto tra un diario di viaggio e un block notes di appunti. Ma con l’approfondimento di notizie sulle città e attenzione agli stili di vita locali e alle abitudini dei giovani. La veste grafica è accattivante, stile rivista: belle foto, carta patinata, box con le info principali e qua e là dei post-it per segnalare curiosità e notizie sfiziose.
Lorella Zanardo è l'ideatrice e infaticabile promotrice di una campagna per difendere la figura femminile dalla superficialià (che spesso sfocia in atteggiamenti offensivi e inaccettabili) di cui è fatta oggetto nei mezzi di comunicazione e in particolare in tv. Il movimento di opinione che ha suscitato, portato avanti con eleganza e buon senso, ha dato vita a tante iniziative: la realizzazione del documentario Il corpo delle donne di cui abbiamo già parlato su C&V, corsi per insegnare a guardare con spirito critico la tv (intitolati Nuovi occhi per la tv), dibattiti nelle scuole, ecc. Nel libro, pubblicato poche settimane fa, racconta le motivazioni che l'hanno spinta e il lavoro che è stato fatto fino ad ora. E' un buon esempio di cosa vuol dire rimboccarsi le maniche per dedicare le migliori energie a ciò in cui si crede fortemente. E anche che, se c'è spirito di iniziativa e voglia di fare, si possono cambiare le cose.
Un buon assaggio è il primo capitolo del libro, intitolato Il teorema della 94, che è molto istruttivo. Eccolo:
Alzi la mano chi non ha provato, almeno una volta nella vita, l'opprimente sensazione di essere finito in un vicolo cieco?
È proprio quello che capita a Julie Powel!! Giunta ad un vicolo cieco della propria vita inizia a porsi domande sulla sua esistenza e inizia con grande volontà un cammino per cambiare la sua vita. Nonostante tre gatti e un marito amorevole, prova qualcosa di simile a un disperante vuoto allo stomaco.
Come colmarlo se non utilizzando un logoro ricettario degli anni cinquanta ritrovato per caso nella credenza di mamma dal nome “Imparare l'arte della cucina francese" di Julia Child?
Così Julie s'imbarca in un'impresa folle insaporita di noce moscata e pepe verde, incontri ravvicinati con animali cotti o crudi e folgoranti rivelazioni sulla natura di quella specie particolare di essere vivente che è l'uomo a tavola.
«Ti prego, Scarafaggio, lasciami vivere, non farmi paura, rimani nel buio e nel silenzio. Ora sono stanco e voglio addormentarmi in questo letto, pensando a te che ti addormenti con me e , risvegliandomi, ti saprò accanto nel ricordo e lontano dal sangue e dal cuore. Non posso più sentire il tuo fiato sul collo. Non devo sentirlo. Devi startene buono. Dormi, notte, dormi. Notte eterna, Scarafaggio».
Andrea. La malattia. Il compagno di stanza, Emanuele. Due storie che si incontrano, due personaggi che si abbracciano. L’uno diventa la forza dell’altro. La forza di vivere, la voglia di vivere. L’uno diventa la “vita” dell’altro.
La paura non esiste di Fabio Salvatore è davvero un inno alla vita. Andrea, il protagonista, convive con lo Scarafaggio (è così che chiama la malattia); convive e combatte. Nel suo cammino incontra Emanuele, anche lui afflitto da un cancro, ma con un passato segnato da droga e alcool che hanno avuto delle ripercussioni più che negative sulla sua condizione. Ma Andrea è con lui. Gli sta vicino, lo aiuta, gli fa ritrovare la voglia di vivere. Andrea infatti ritrova la gioia della vita grazie all’Associazione Nuovi Orizzonti che inizia a frequentare. Grazie all’’Associazione, ma soprattutto grazie alla Croce.
La trama del libro è semplice. Un medico che utilizza l’ipnotismo come terapia di gruppo, in seguito ad un brutto episodio, dichiara pubblicamente di abbandonare questa tecnica. Dopo dieci anni però si trova costretto a violare la sua promessa per aiutare alcune indagini su certi delitti. Ben presto però si accorgerà che la storia degli omicidi ha a che fare con la sua vita privata e poco dopo suo figlio malato sparisce misteriosamente.
Per vari motivi il giudizio che darò non è esaltante. Forse a causa delle aspettative che il battage pubblicitario aveva creato in me. Personalmente non sono rimasto coinvolto dal ritmo del libro se non dopo pagina 200 (su più di 500 pagine) , ma si tratta sempre di un ritmo da paesi nordici. Siamo ben lontani dalla vibrazione che può trasmettere un Deaver o, nel suo piccolo, il Carrisi.
La descrizione sintetica che trovate nel libro inizia così: «Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. …Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito…»
Argilla è un bel libro sul male. Un libro veramente inquietante e profondamente provocatorio. Un libro che non può lasciare indifferenti. Si presenta come una sorta di fiaba, si nasconde dietro una copertina disegnata e colorata in modo un po’ infantile (un classico in casa Salani), ma contiene un messaggio forte e sconvolgente.
Sembra una storia innocente: una piccola città di provincia dove tutti si conoscono, una vita che ruota intorno alla parrocchia e qualche bar in voga, le scorribande del chierichetto Davie (il protagonista) e del suo amico Geordie nella vecchia cava di Braddock, qualche scazzottata tra bande di ragazzi. Finché a Felling arriva Stephen Rose che, in seguito alla morte del padre e all’internamento della madre in una casa di cura, è stato affidato alla zia Mary la Matta, una donna tanto pia quanto schizzata. Stephen è un ragazzo trasandato ma ha un grande talento: modella la creta tirandone fuori statuine che sembrano vive. Ma ha anche un passato oscuro. In seguito a strani eventi di cui si è reso protagonista è stato radiato dal seminario dove lo avevano mandato i genitori, forse prematuramente. Davie all’inizio rimane conquistato dalle creazioni artistiche di Stephen, ma col passare dei giorni comincia ad averne paura. Questa amicizia rischia di rovinargli la vita, specialmente quando insieme modellano un mostro di argilla a grandezza naturale…
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