¡LEGA LEGALIZACIÓN!
CANNABIS de calidad y barato.
¡LEGA LEGALIZACIÓN!
CANNABIS basta de prohibición.
Così cantavano gli Ska-p qualche tempo fa. Peccato che nella loro canzone non citavano anche gli effetti dello spinello, che proprio innocuo non è...
Iniziamo da alcuni numeri: è di qualche settimana fa la pubblicazione dei dati del World Drug Report 2009, redatto dall’Ufficio sulla droga e il crimine dell’Onu, secondo cui l’Italia è uno dei pochi Paesi europei in cui il consumo di cannabis continua ancora ad aumentare: dal 7,1% del 2003 al 14,6% del 2007. Un aumento quasi doppio del numero di utilizzatori di questa droga, mentre in altri paesi europei come Inghilterra, Spagna e Francia da anni si investono tempo ed energie in campagne di prevenzione che iniziano a dare i loro frutti.
Piazza Cavour, corso Vittorio Emanuele II, Via Garibaldi, Largo Risorgimento e viale Unità d’Italia. Non c’è città e paese d’Italia la cui toponomastica non celebri questi personaggi e questi avvenimenti. Si tratterebbe, dunque, di individui e fatti degni di essere ricordati ed apprezzati da tutti.
A nessuno salterebbe in mente, infatti, di intitolare una strada ad Adolf Hitler o alla “Pulizia etnica” dei tempi più recenti. Da un po’ di anni a questa parte, però, il Risorgimento italiano con i suoi eroi è stato smontato pezzo per pezzo e del mito, che sopravvive ancora nei libri di storia propinati agli ignari studenti italiani dalle scuole elementari fino all’Università, sono rimaste solo pagine ingloriose, che raccontano una storia fatta di corruzioni, menzogne e violenze.
Le violenze, efferate e di vario genere, furono commesse soprattutto con la conquista del Sud, l’invasione del Regno delle due Sicilie, da parte dapprima dei “Mille” garibaldini e poi delle truppe del Regno di Sardegna che, senza che nessuno degli Italiani lo avesse chiesto, si era assunto il compito di unificare la penisola, divisa in vari stati legittimamente governati dai propri sovrani, in un’unica entità politica. Poiché i meridionali non ne vollero sapere di appartenere al nuovo Regno, si reagì con una carneficina, definita dai conquistatori “repressione del brigantaggio”. Fu una guerra civile, una specie di resistenza partigiana...
Film, romanzi e molti luoghi comuni. Ecco cosa rimane oggi dell’Inquisizione. Ma se si vuole vederla senza pregiudizi, allora si fanno delle scoperte interessanti. Senza dimenticare che il valore della libertà di opinione nasce proprio da alcuni diritti concessi con inaudita modernità proprio da quei famigerati tribunali.
Inquisizione. È una parola spiacevole. Evoca roghi e torture. Si sa che era un tribunale ecclesiastico e lo si associa ad atti di abusiva violenza. Dare dell’ “inquisitore” a qualcuno significa tacciarlo di intolleranza verso la libertà di pensiero e di parola. Persino i più comuni dizionari della lingua italiana, definiscono la parola Inquisizione “un’inchiesta speciale, svolta con una procedura arbitraria o ad ogni modo lesiva dei diritti, della libertà, della dignità dell'individuo” (Devoto-Oli, edizione del 2004), o “un’indagine fatta con metodi e procedimenti arbitrari o crudeli (Zanichelli, edizione del 2006)”. Insomma, roba cattiva da esecrare senza attenuanti e da cui tenersi lontani. La Chiesa, che dell’Inquisizione è stata responsabile, non può che subire una condanna senza attenuanti.
Non una ma tre inquisizioni
Se non che gli storici oggi sono di parere abbastanza diverso. Si sa che essi amano lavorare in ambienti un po’ misteriosi, chiamati “archivi”. Ed è proprio la frequentazione degli archivi e lo studio dei documenti, cioè soprattutto dei verbali dei processi tenuti dagli inquisitori, che hanno dato un’idea abbastanza diversa della vera Inquisizione, non di quella frutto più della fantasia di brillanti scrittori, come Umberto Eco, l’autore del celebre Il nome della Rosa...
In questi mesi che chiudono le ricorrenze galileiane (la prima osservazione dei satelliti di Giove è del 7 gennaio e la pubblicazione del Sidereus Nuncius è del 12 marzo di 400 anni fa) il noto settimanale a fumetti Topolino ha proposto una simpatica iniziativa: ai numeri dal 2824 al 2828 alla rivista erano allegate, per qualche euro in più, le cinque parti di un “cannocchiale” presentato come “di Galileo”.
Poco più che un giocattolo, beninteso, con obiettivo in plastica e un oculare che consente una trentina di ingrandimenti; ma forse sufficiente ad avvicinare i bambini e i ragazzi all’affascinante osservazione del cielo (che è tale, comunque, anche semplicemente ad occhio nudo o con un comune binocolo).
Dove il notissimo periodico cade, però, non è tanto sul fatto che quello fornito non è un “vero” cannocchiale galileiano (l’immagine diritta che esso mostra non è ottenuta infatti con un oculare formato da una singola lente divergente o negativa, come negli strumenti di Galileo, ma piuttosto con un oculare composto da due lenti convergenti o positive), quanto nelle brevi note riportate sulla figura e sull’opera del grande pisano.
Leggi tutto: GALILEO/ Se ancheTopolino non la racconta giusta sull'Eppur si muove!...
Durerà tre giorni il Summit della Fao sulla fame nel mondo (si conclude oggi, ndr), tre giorni per capire se qualche cosa sia davvero destinata a cambiare o se, invece, sarà l’ennesima occasione perduta. Il tema di fondo è sempre la “sicurezza alimentare” e cioè la garanzia di disporre di alimenti sufficienti per nutrirsi e per sopravvivere. In italiano il termine si presta ad essere frainteso, perché può indicare la garanzia della sanità del cibo, un obiettivo più che lecito, ma che non è lo stesso che muove le popolazioni che hanno fame.
A causa della crisi mondiale il numero di coloro che ne soffrono sarebbe arrivato a oltre un miliardo di persone, un essere umano su sei rischia di morire per mancanza di cibo, un dato sconcertante nel nostro mondo fortunato dove il problema è, al contrario, quello dell’eccesso. È inutile fermarsi a riflettere solo in queste occasioni sul problema della fame, ma è ancor peggio assecondare acriticamente le banalità diffuse dai grandi mezzi di comunicazione.
Documentarista e grande appassionato di storia, David Rolfe lavora per l’azienda di produzione audiovisiva inglese “Performancefilms” per la quale ha realizzato centinaia di lungometraggi. Nel 1976 girò “The silent witness”, Il testimone silenzioso. Un documentario che aveva per oggetto la Sacra Sindone di Torino e per il quale è stato insignito del British Academy Award. Nel 2008 ha realizzato un nuovo documentario per la BBC che rimette in discussione le conclusioni del 1988 cui erano giunte le commissioni di studio sulla reliquia. Ilsussidiario.net lo ha intervistato in merito alle presunte dichiarazioni di alcuni membri del Cicap che, in un’intervista ospitata sul quotidiano La Repubblica, sostengono di essere riusciti a dimostrare come la Sindone altro non sia che un falso medievale.
Leggi tutto: Sindone: gli scienziati di Repubblica hanno torto
Uno dei luoghi comuni più diffusi è pensare che l'AIDS si combatte con i preservativi. Ma è proprio così? Sentiamo il parere autorevole Edward Green (Direttore dell’AIDS Prevention Research Project alla Harvard University), che parla di quali siano le migliori armi per prevenire e combattere il virus.
Professor Green, a che punto è la situazione dell’AIDS?
La diffusione dell'AIDS nel mondo sta diminuendo e il tasso di nuove infezioni sta scendendo ormai da circa undici anni. Questa discesa è stata finalmente riconosciuta da UN AIDS nel 2007. Il continuare ad affermare che la diffusione dell'AIDS diventava sempre peggiore serviva a ottenere sempre più soldi.
Leggi tutto: AIDS/ Green (Harvard): la lezione dell’Africa agli Stati Uniti
Tra i martiri sconosciuti del XX secolo vengono alla luce, magari per caso, delle figure di grande bellezza, come quella di Georgij Osorgin: un giovane ufficiale zarista fucilato a soli 36 anni nella notte tra il 28 e il 29 ottobre del 1929 per aver salvato e aiutato molti compagni di detenzione. Ne offre una esauriente biografia il numero in uscita di «La Nuova Europa», il bimestrale della Fondazione Russia Cristiana.
Quelli come Osorgin, catalogati come «ex», rientravano nel novero dei «senza diritti» ai quali si poteva togliere impunemente la casa, la libertà e anche la vita.
Leggi tutto: Arcipelago Gulag: la storia di uno dei suoi "abitanti"
“Le stagioni non sono più quelle di una volta” si sente spesso dire. I ghiacci si stanno sciogliendo, uragani e alluvioni di notevole forza si sprigionano sempre più frequentemente sul nostro pianeta. Il riscaldamento globale, il buco dell'ozono e l'effetto serra sono sulla bocca di tutti; l'opinione pubblica è ormai concorde nell'affermare che in tutto ciò l'uomo è la principale causa. Sarà proprio vero? Il clima sta cambiando?
Mi sembra utile, a questo proposito, sentire cosa ci dice un grande scienziato di fama internazionale, professore di chimica e scienze ambientali alla Normale di Pisa. Il prof. Gianni Fochi sostiene...
Documentari, libri di geografia, ricerche pseudo-scientifiche vogliono farci credere che presto la terra non avrà più risorse per alimentare la popolazione che la abita, perché siamo troppi e che pertanto occorre controllare la crescita della popolazione mondiale a tutti i costi per il bene nostro e dei nostri figli.
Probabilmente c'è una parte di verità in queste posizioni, ma a un cogitante viene sempre da chiedersi se questa impostazione un po' 'occidentale' e primomondista' del problema non voglia nascondere la vera realtà: nel pianeta c'è una distribuzione della ricchezza sproporzionata e...
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E davvero molto bello l'articolo e molto chiaro.....sopratutto e bello quando dice...quell'amico ...