Venerdì 10 Settembre 2010
Scritto da Alessandra Olivari Giovedì 05 Agosto 2010 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 7 volte ed ha una media di 3.29 su un totale di 5

altTroppo di frequente ci auto-giudichiamo o lasciamo giudicare da altri riguardo quanto facciamo. Hai fatto i compiti, hai fatto l’esame, hai studiato, hai agito in questo o quel modo…? Può essere una prospettiva, un modo di vedere il mondo, noi stessi, gli altri – perchè anche noi giudichiamo gli altri secondo tale criterio: “che cosa fai?”.
Perché però giudicare le persone da quanto fanno o producono? Credo possa essere motivo di riflessione la parola ‘invalidità’. Una persone può essere definita invalida per un determinato handicap, ad esempio la cecità. Ma qual è l’etimologia della parola “invalido”? Fermiamoci al banale: non-valido. Wow! Significa che stiamo dicendo che quella persona manca di valore perché, come supponevamo prima, è cieca!? Forse dovremmo usare più cautela riguardo questa parola…

Quante persone sono definite invalide e anche inutili alla società: gli anziani che in Italia sono sempre in maggior numero, persone che hanno subito dei traumi gravi come può essere un ictus in-validante o un trauma cranico che riduce pesantemente le capacità motorie, di linguaggio o cognitive della persona, gli ‘esserini’ che spesso e facilmente donne eliminano dal loro corpo perché imprevisti o scomodi… D’altronde, io stessa mi chiedo se non sia inutile alla società quando invece di fare qualcosa di produttivo, come studiare per ottenere la laurea e lavorare per il bene mio e degli altri, mi perdo in pensieri, distrazioni e passatempi inutili… Così come mi sono chiesta se non fossi totalmente inutile a questo mondo, invalida, senza un minimo di valore, quando per cause di forza maggiore mi sono dovuta fermare un anno intero all’università, perché una situazione patologica mi impediva di studiare e di condurre una vita “normale”.

Leggi tutto: Essere o non essere, questo è il dilemma!

Scritto da Gemma Musicco Sabato 24 Luglio 2010 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 4 volte ed ha una media di 5.00 su un totale di 5

L’altro giorno passeggiavo per il centro cittadino, osservando la gente camminare avanti e indietro e fermarsi di fronte alle tante vetrine ricche di capi in saldo. Incrocio lo sguardo di una mamma: è in cerca della propria bimba, così dice all’ennesimo venditore di libri che tenta inutilmente di trattenerla. Con lo sguardo seguo i suoi passi frettolosi alla ricerca della sua gioia, ecco l’ha trovata. Mi pare di percepire quel tuffo al cuore che la sorprende quando scorge il suo tesoro ancora da lontano, mi pare di accompagnarla nella breve corsa per accorciare l’attesa. Allarga le braccia e stringe a sé la sua piccola con tutto l’amore che una madre può provare per il proprio figlio. C’è tanto bene in quell’unione a due, un bene che cresce e non svanisce quando i piedi della bimba toccano di nuovo terra.

Me ne vado e quel quadretto d’amore così normale e al tempo stesso così straordinario mi rimanda all’abbraccio di Amore e Psiche scolpito nel marmo da Canova. I due innamorati sono ritratti in quel dolce abbraccio che si avvicina alla perfezione, le braccia si intersecano e si confondono formando due cerchi perfetti, le labbra si sfiorano e lo sguardo dell’uno sprofonda negli occhi dell’altra.
Certo, abbracci diversi, il primo tra una mamma e il proprio figlio, il secondo tra due innamorati, ma si tratta pur sempre di abbracci d’amore: quanta grandezza in un piccolo gesto.

Leggi tutto: Pochi istanti che durano una vita

Scritto da Saverio Sgroi Giovedì 15 Luglio 2010 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 8 volte ed ha una media di 4.63 su un totale di 5

Giorni fa ho letto una frase che mi ha colpito profondamente. Una frase sull'amicizia. Non l'avevo mai letta prima, anche se il senso mi era chiaro da tempo. Sì, perchè parli di amicizia e subito ti viene in mente un rapporto bello, profondo, positivo, costruttivo, gioioso, tra due persone.

E' logico che sia così, starete pensando… Una grande donna del secolo scorso, Madre Teresa di Calcutta diceva: Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità. E' vero! Chi, dopo aver sperimentato direttamente la bellezza di un autentico rapporto di amicizia, può affermare il contrario? Stare con un amico, con un'amica, è motivo di grande felicità.

Già, ma la frase di cui parlavi all'inizio di queste righe, qual è? – starete pensando… Giusta osservazione. Eccola, è una frase di Pitagora: Se non hai un amico che ti corregga, paga un nemico perché ti renda questo servizio.

Leggi tutto: Un amico è sempre un tesoro?

Scritto da Alessandro Cristofari Martedì 01 Giugno 2010 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 2 volte ed ha una media di 5.00 su un totale di 5

Il territorio della comunicazione giovanile negli ultimi anni ha subito notevoli trasformazioni innescate soprattutto dall’evoluzione delle tecnologie di comunicazione. Oggi i giovani infatti fanno un largo uso di internet, che costituisce un nuovo modo di comunicare tra le persone. È infatti sufficiente collegarsi alla Rete per poter parlare con gli amici e fare nuove conoscenze. Le distanze vengono in tal modo annullate ed è possibile mantenere viva un’amicizia anche se ci si trova a migliaia di chilometri di distanza.

Un grande utilizzo della Rete è attraverso la chat e Facebook che vengono spesso bollati come strumenti di fuga dalla realtà. Ma il “virtuale” non è opposto di “reale” (il cui opposto è “possibile”), ma di “attuale”.

Le famiglie si allarmano del fenomeno della facebookmania: le scuole non sanno più cosa fare, solo il mercato si interessa all’adolescenza, portando i giovani ad interessi e soluzioni proiettati alla “socialità virtuale”. Bisognerebbe prepararsi ad affrontarne sfide, incognite, promesse e realtà.

Leggi tutto: Il valore dell'amicizia / 2

Scritto da Alessandro Cristofari Sabato 29 Maggio 2010 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 4 volte ed ha una media di 5.00 su un totale di 5

Questo titolo, vuole mettere in evidenza sin da subito che il guardare all’amicizia come valore è la premessa di questo articolo.
Partendo da questo presupposto, ripercorriamo un itinerario legato al tema del cambiamento del significato dell’amicizia, a causa del contesto in cui ci si trova oggi; ovvero un contesto in cui spesso i rapporti tra le persone si fermano in superficie e non vanno al di là, fino a raggiungere l’amicizia vera, come dicono alcuni “all’antica”, ma si limitano a condivisioni di stati d’animo o di divertimenti in un’unica piazza, quella dei socialnetwork e, tra questi, Facebook, attualmente il più diffuso in Italia.

Sono tanti gli utenti che, ormai da mesi, utilizzano questo socialnetwork e quali sono le motivazioni che si trovano alla radice di un diffuso e massiccio utilizzo di questo strumento come modo prevalente d’intessere amicizie, soprattutto tra i giovani? Tanti compaiono nella “lista” degli “amici”, amano condividere eventi, emozioni, video, testi e foto… ma oltre a questo? C’è la possibilità di scrivere sulla “bacheca” dell’amico. L’avvento di Facebook e delle relazioni che da esso nascono e si sviluppano ci pongono dinanzi all’esigenza di andare alla radice etimologica del termine amicizia e ritornare a riflettere sul valore dell’amicizia a partire dagli albori del pensiero filosofico-esistenziale.

Leggi tutto: Il valore dell'amicizia / 1

Scritto da Alessandro Cristofari Sabato 05 Dicembre 2009 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 38 volte ed ha una media di 4.32 su un totale di 5

L'amicizia è una virtù o s'accompagna alla virtù; inoltre essa è cosa molto necessaria per la vita. Infatti nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se avesse tutti gli altri beni. E infatti sembra che proprio i ricchi e coloro che posseggono cariche e poteri abbiano soprattutto bisogno di amici; infatti quale utilità vi è in questa prosperità, se è tolta la possibilità di beneficare, la quale sorge ed è lodata soprattutto verso gli amici? O come essa potrebbe esser salvaguardata e conservata senza amici? Infatti quanto più essa è grande, tanto più è malsicura. E si ritiene che gli amici siano il solo rifugio nella povertà e nelle altre disgrazie; e ai giovani l'amicizia è d'aiuto per non errare, ai vecchi per assistenza e per la loro insufficienza ad agire a causa della loro debolezza, a quelli che sono nel pieno delle forze per le belle azioni. [...] (Aristotele, Etica Nicomachea, trad. cap. 1, pp. 193-194).

Che cos’è l’amicizia? Cosa lega due amici tra loro? Quando è vera amicizia e non semplice conoscenza? Che cos’è l’Amicizia con la A maiuscola? Come trovare la vera amicizia?

Leggi tutto: Che cos'è l'amicizia?

Scritto da Saverio Sgroi Lunedì 01 Giugno 2009 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 5 volte ed ha una media di 4.40 su un totale di 5

E' quasi sempre tra le prime cinque cose più importanti della vita per una persona giovane. Almeno questo è quello che dicono le indagini sugli adolescenti che periodicamente si fanno in Italia. Le indagini però lasciano sempre qualche dubbio, perché la vita, quella vera, a volte non corrisponde perfettamente con quello che emerge dai sondaggi.
Ma che l'amicizia sia uno dei valori fondamentali per un ragazzo ne abbiamo avuto conferma sabato scorso, al quinto incontro per teenagers palermitani che Cogitoetvolo ha organizzato per rispondere alla domanda che, in un modo o in un altro, tutti i ragazzi si fanno...

Leggi tutto: L'amicizia autentica: dove si nasconde questo tesoro?

Scritto da Alessandro Cristofari Sabato 21 Febbraio 2009 00:00
PDFStampaE-mail
Vota l'articolo e facci sapere quanto ti è piaciuto

Questo articolo è stato votato 4 volte ed ha una media di 2.75 su un totale di 5

Siamo in molti ora ad avere sempre la finestra aperta sul mondo: Tizio è online, dice lampeggiando l'amico tondo e verde di Messenger; Skype emette un suono simile ad una bolla d'aria per dirti che ora puoi parlare gratis con il collega in erasmus e vederlo sullo schermo; su MySpace scrivi tutto ciò che pensi e anche se nessuno ti risponderà mai, ti senti soddisfatto di aver detto la tua e di aver condiviso un pensiero con qualcuno.
Sei online, ci sei, esisti… Infine è arrivato Facebook, un modo totalmente nuovo di comunicare con gli altri.

Leggi tutto: @micizia?