Il bioeticista inglese Stephen Wilkinson, docente all’Università di Keele, ha scritto giorni fa nel suo “punto di vista” sul sito della Bbc che è arrivata l’ora di consentire alle coppie britanniche di scegliere il sesso dei nascituri attraverso la fecondazione in vitro per ragioni “sociali”. La legge che consente quella scelta solo in caso di malattie genetiche in grado di colpire maggiormente o esclusivamente uno dei due sessi, secondo Wilkinson è del tutto insufficiente a dare risposta a chi vuole legittimamente costruire il proprio gruppo familiare in modo meno sbilanciato e casuale. Mai più genitori disperati alla notizia dell’arrivo della terza femmina. O magari del terzo maschio, perché Wilkinson è fiducioso nella capacità degli inglesi di distribuire equamente i loro desideri genitoriali (non come quegli esagerati degli indiani e dei cinesi, che fanno fuori solo le femmine).
Dopo l’amena sortita dei due veterinari australiani della Murdoch University di Perth, che una settimana fa hanno preconizzato, nel giro di una decina d’anni, il ricorso esclusivo alla fecondazione artificiale per far nascere bambini, mentre una sessualità definitivamente sterile sarà per sempre separata dal problema della riproduzione, la rivendicazione del professor Wilkinson segna un ulteriore passo nell’inveramento del Brave New World di Aldous Huxley, utopia totalitaria ed eugenetica che ha bisogno, prima di tutto, di scardinare il modo di venire al mondo.
In Irlanda una coppia ha concepito in vitro un bimbo, ma per errore l'ospedale avrebbe usato spermatozoi di un donatore africano, determinando la nascita di un bimbo dalla pelle scura.
Il fatto di cronaca dello scambio di spermatozoi in una fecondazione in vitro non è nuovo e sarebbe preoccupante etichettarlo come l'ennesima prova dei limiti della fecondazione in vitro, perché sarebbe considerare “un fallimento” aver avuto un figlio di colore: sarebbe stato un fallimento clinico se la coppia avesse usato il proprio seme...
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Le coppie che decidono di affidarsi alla fecondazione assistita dovranno essere adeguatamente avvertite, almeno nel Regno Unito, circa i potenziali rischi di salute per i nascituri associati alle tecniche utilizzate a questo scopo. Lo prevedono le nuove linee-guida mese a punto per gli specialisti britannici da parte della Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea), responsabile dei procedimenti di fecondazione.
Secondo i dati resi noti dall'ente i bambini nati grazie alla fecondazione assistita possono...
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